Voglia di Unitre

Voglia di Unitre

Spesso mi chiedo che cosa sia in effetti questa Università delle Tre Età che così tanto affascina e coinvolge i propri associati e chi sono coloro che la frequentano?
Sono persone che hanno un’età compresa tra i 30 ed i 60 anni e oltre. Sono persone che impegnano il loro tempo per approfondire interessi fino a questo momento forse repressi per motivi contingenti di lavoro, famiglia, figli e tra questi interessi è in preminente posizione quello di percorrere la via del sapere alla ricerca della conoscenza congiuntamente al desiderio di instaurare nuovi contatti umani. Questa è dunque l’Unitre. E’ una struttura a base accademica ma allo stesso tempo tesa al contatto sociale ed impegnata alla apertura di sempre nuovi orizzonti.
Per chi ritiene questi contenuti confacenti alla propria personalità ed ai propri interessi, questo è anche un invito a partecipare. A chi vorrà unirsi a noi …… sia il benvenuto!
Durante le lezioni il mio posto abituale è al fianco del docente. La visuale da questa posizione mi mette nella condizione di vedere tutta l’assemblea di fronte. Posso pertanto seguire il ritmo della lezione e legarlo attimo per attimo alle reazioni quanto mai diversificate dei corsisti.
Nell’ultima lezione molto affollata c’era un corsista in prima fila che prendeva appunti ogni volta che l’argomento trattato assumeva contenuti particolarmente interessanti. Un altro consultava la dispensa del docente, cercandone l’argomento per poter gustare, con una lettura diretta, ciò che il relatore stava declamando. Poi nell’ultima fila, una signora chiedeva a bassa voce chiarimenti alla sua vicina perché, suppongo, non aveva sentito o, forse, non aveva capito quanto era stato detto e, nel suo chiedere, era evidente l’imbarazzo per il disturbo che aveva arrecato. Era poi molto interessante osservare l’espressione dei presenti dalla quale traspariva il loro stato d’animo in quella specifica situazione e in quel preciso momento. Ho osservato espressioni tese a non perdere nulla di quanto si stava trattando o espressioni sorridenti di chi cercava nel ricordo di un passato più o meno lontano reminiscenze scolastiche quando quei concetti gli erano già stati trasmessi.
Ho osservato la gratificazione di chi, ora, riusciva ad apprezzare ciò che forse un tempo non era stato recepito nel suo intimo contenuto.
Ho osservato lo stupore di chi scopriva per la prima volta l’essere di tutte quelle cose nuove.
Questo ed altro ho visto osservando i corsisti o forse, specchiandomi in essi, ma ciò che l’occhio non era in grado di osservare era recepito psichicamente nell’atmosfera che impregnava l’assemblea e cioè la grande attenzione ed il generale interesse che tutti prestavano al docente, spesso annuendo inconsciamente con il capo, a sottolineare la propria partecipazione.
Infine la spontaneità dell’applauso corale al termine della lezione, unito al comune avvicinarsi alla cattedra per congratularsi con il professore ed esprimere di persona il proprio consenso, mi hanno fatto capire che c’è tanta voglia di Unitre.
E’ da sottolineare il grande apporto dato da persone che spontaneamente contribuiscono al buon funzionamento dell’associazione. 
Il termine “volontariato”, nella sua accezione comune sta ad indicare  l’opera  di chi, liberamente e spontaneamente accetta  una determinata situazione e mette a disposizione degli altri la  propria attività, il proprio patrimonio di esperienze.  Un esame più approfondito pone in evidenza, oltre alla volontà   di realizzare con decisione e piena autonomia  un fine determinato, la totale gratuità, il massimo disinteresse.
Essere sensibili ai problemi degli altri, essere con loro,  sentirli come  una  parte di noi stessi, accettare le loro necessità ed i loro bisogni, donarsi con amore, non per acquistare meriti o riconoscenza, ma con il solo fine di rispondere alla propria vocazione umana; è vivere integralmente la propria umanità.
In questa disponibilità, in questa sensibilità, l’uomo si spoglia del proprio egoismo e l’amore del “noi”  supera l’amore dell’ “io”  anche in una società come la nostra che tende a racchiudere  e ad individuare  in “categorie”, a caratterizzare e ad emarginare.
Prepararsi  a vivere e saper vivere la terza età, in un armonioso rapporto di umanità e sapere,  è lo scopo  della nostra Università che rifiuta l’incasellamento che coinvolge tutte le età,  che abbatte le divisioni e le “categorie” che la società ci impone. Docenti e discenti, quotidianamente, da ottobre a maggio operano per il rinnovamento della società e per un miglioramento  concreto della qualità della vita.
Per queste finalità l’Unitre è un chiaro esempio di volontariato, ma  è , al contempo, un esempio di metodologia didattica per chi intenda avventurarsi nel campo della educazione permanente degli adulti: la non obbligatorietà  dei piani di studio, la libera scelta dei corsi, fanno della Unitre un modello di  educazione auto diretta, senza cioè l’influenza negativa  di agenti esterni, nel pieno rispetto delle esigenze  culturali e delle necessità di ciascun protagonista.

Silvio Aprea
Presidente Unitre sede di Potenza da 1991 al 2021
Consigliere Nazionale Unitre dal 1992 e Vice Presidente dal 3 marzo 2007 al 2021